Il governo laburista britannico punta sui rischi della sicurezza dell'IA
Esponenti di primo piano del governo laburista di Andy Burnham lanciano l'allarme su cyberattacchi e armi biologiche potenziati dall'IA, segnando un cambio di rotta rispetto all'era Starmer.

Esponenti di primo piano del governo laburista britannico hanno portato i rischi legati all'intelligenza artificiale in cima all'agenda politica nell'ottobre 2026. Gli avvertimenti del ministro per l'IA Kanishka Narayan sono stati seguiti da una discussione di gabinetto incentrata sul tema e da una valutazione severa del capo di MI5, il servizio di intelligence interna.
Narayan ha affermato che è probabile, se non inevitabile, che agenti IA canaglia riescano a penetrare i sistemi dello Stato britannico, aggiungendo che il governo intende rafforzare il prossimo disegno di legge sulla cybersicurezza. Il direttore generale di MI5, Ken McCallum, ha sostenuto che l'IA sta intensificando la sfida tra attaccanti e difensori, indicando nei gruppi estremisti che usano la tecnologia per scatenare armi biologiche il pericolo più grave.
Un cambio di approccio dopo il passaggio di leadership
Liam Byrne, presidente della commissione Affari, innovazione, scienza e commercio della Camera dei Comuni, ha collegato la svolta in parte al cambio di premier da Keir Starmer ad Andy Burnham, sostenendo che la precedente amministrazione fosse troppo vicina ai colossi tecnologici. Un ministro del gabinetto ha dichiarato che la preoccupazione più profonda è che un potere super-intelligente concentrato finisca nelle mani sbagliate, mentre un altro ha avvertito che il governo è in ritardo rispetto alla preoccupazione dell'opinione pubblica. Alla conferenza del partito, Ed Miliband ha insistito sul fatto che i profitti delle aziende tecnologiche non devono andare a scapito dei bambini o dell'umanità.
La commissione di Byrne ha interrogato i funzionari pubblici responsabili della sicurezza dell'IA insieme a dirigenti di Anthropic, OpenAI, DeepMind e Meta, che si sono divisi sull'opportunità di rendere obbligatori i test governativi sui nuovi modelli. Nonostante le notizie secondo cui l'amministrazione di Donald Trump avrebbe chiesto alle aziende di non condividere i loro modelli più recenti con l'AI Security Institute britannico, Narayan ha confermato che la collaborazione è stata mantenuta.
Modelli aperti e rischi controversi
Geoffrey Irving, ex capo scienziato dell'istituto, ha spiegato che i modelli open source di solito raggiungono i sistemi a pagamento entro un anno e che le loro protezioni sono assenti o facilmente rimovibili. "È molto probabile che i modelli open source siano già abbastanza potenti da causare danni seri", ha affermato Irving. La commissione ha sentito che le armi biologiche assistite dall'IA potrebbero essere la prossima grande minaccia dopo i cyberattacchi, anche se gli esperti sottolineano la distanza tra progettare un patogeno pericoloso e trasformarlo in un'arma.
Non tutti accettano la visione più cupa. La professoressa Elena Simperl, co-direttrice dell'Institute for Artificial Intelligence del King's College di Londra, ha affermato che il rischio esistenziale resta una teoria priva di prove e ha esortato i ministri a occuparsi dei danni documentati, come gli hackeraggi e il design che crea dipendenza. Byrne, dal canto suo, vuole che la Gran Bretagna guidi la regolamentazione, soprattutto se le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti dovessero cambiare il controllo del Congresso, con la prossima presidenza britannica del G20 considerata un'occasione chiave per l'azione internazionale.
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