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Il WEF esorta il MENA a considerare i data center IA come carichi critici per la rete elettrica

Il World Economic Forum afferma che i governi di Medio Oriente e Nord Africa dovrebbero classificare i data center IA come "carichi dinamici critici" e ripensare la pianificazione energetica.

Redazione AIHere· 2 min di lettura
Illustrazione piatta di un data center nel deserto circondato da pannelli solari e linee elettriche.
Foto: Rsparks3 / Wikimedia Commons, CC0

Il World Economic Forum (WEF) ha esortato i Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa (MENA) a classificare i data center per l'intelligenza artificiale come "carichi dinamici critici" e a rivedere in profondità il modo in cui pianificano l'approvvigionamento energetico, secondo un rapporto diffuso il 17 ottobre 2026. Il forum avverte che la crescita impetuosa della domanda di elettricità, la scarsità d'acqua e le temperature estreme potrebbero compromettere l'ambizione della regione di diventare un polo globale per le infrastrutture IA.

Secondo il WEF, la capacità elettrica regionale dovrà crescere del 40% entro il 2030, mentre le proiezioni attuali indicano un aumento di appena il 15%. Questo divario solleva dubbi sulla capacità dei sistemi elettrici di tenere il passo con la rapida realizzazione di impianti IA ad alto consumo energetico.

Previsioni della domanda obbligatorie

Il rapporto raccomanda che i governi trattino i data center IA come una categoria distinta rispetto agli utenti industriali e commerciali ordinari e introducano previsioni energetiche obbligatorie sulla domanda. I progetti con un carico IT superiore a 10 megawatt dovrebbero presentare previsioni dettagliate sul consumo elettrico insieme alle richieste di allacciamento alla rete. Il documento invoca inoltre organismi di coordinamento che riuniscano sviluppatori, operatori delle utility, gestori di rete e autorità di regolamentazione.

Il WEF sottolinea quanto siano diversi i carichi di lavoro dell'IA: un rack di server IA assorbe da 30 a 100 kilowatt, contro i 3-10 kilowatt dei carichi di lavoro web tradizionali. Oscillazioni improvvise della domanda potrebbero destabilizzare le reti, soprattutto se più impianti si disconnettono o si riconnettono nello stesso momento.

Il raffreddamento rappresenta un'altra criticità. Secondo il rapporto, incide per oltre il 40% del consumo elettrico dei data center della regione, mentre le alte temperature e la scarsità d'acqua fanno salire i costi e la pressione sulle risorse.

Quattro ambiti d'intervento

Il forum indica quattro priorità: una progettazione delle infrastrutture più intelligente, sistemi energetici integrati, raffreddamento avanzato e gestione dell'acqua, e una regolamentazione lungimirante. Tra gli strumenti suggeriti figurano il solare abbinato a batterie, la generazione in loco, la gestione energetica basata sull'IA, il raffreddamento a circuito chiuso e il riutilizzo delle acque reflue trattate. I piccoli reattori nucleari modulari e i sistemi geotermici avanzati sono indicati come opzioni a più lungo termine, anche se la loro sostenibilità commerciale resta incerta.

La generazione "behind-the-meter", ovvero installata lato utente, potrebbe accelerare la realizzazione dei data center di 12-36 mesi riducendo la dipendenza dagli allacciamenti alle utility, afferma il rapporto, che sollecita i governi ad armonizzare gli standard e a collaborare oltre i confini nazionali. "La domanda non è più semplicemente se espandere l'infrastruttura digitale", scrive il WEF, presentando le sue raccomandazioni come un quadro di lavoro per i prossimi cinque anni.

#infrastrutture IA#data center#energia#World Economic Forum#Medio Oriente

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