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Kevin Rudd avverte: Stati Uniti e Cina rischiano una crisi di sicurezza sull'IA senza essere preparate

L'ex premier australiano Kevin Rudd ha esortato Washington e Pechino, da Mumbai, a cooperare con urgenza sulle salvaguardie per l'intelligenza artificiale prima che una grave crisi di sicurezza li costringa ad agire.

Redazione AIHere· 2 min di lettura🇺🇸 Stati Uniti🇨🇳 Cina🇮🇳 India

L'ex premier australiano Kevin Rudd, oggi a capo dell'Asia Society India Centre, ha avvertito l'8 ottobre 2026 che Stati Uniti e Cina rischiano di affrontare una grave crisi di sicurezza legata all'IA prima di aver predisposto adeguate salvaguardie. Ha parlato durante un evento a Mumbai organizzato con il Consolato generale australiano, in dialogo con l'esperto di politica estera C. Raja Mohan.

Rudd ha detto di temere che le divisioni politiche interne e la rivalità strategica possano bloccare gli accordi per gestire i rischi dei sistemi di IA sempre più autonomi. Ha espresso il timore che possa servire uno shock paragonabile alla crisi dei missili di Cuba per spingere il centro politico delle due capitali ad agire.

Cosa chiede Rudd

Secondo Rudd, le due potenze hanno bisogno di una comprensione condivisa delle minacce legate all'IA e di protocolli concordati per testare i modelli avanzati prima della loro messa in funzione. Ha inoltre chiesto canali per segnalare i attacchi informatici, metodi per risalire all'origine degli attacchi e modi per verificare che ciascuna parte rispetti le salvaguardie concordate.

Ha sostenuto che i sistemi autonomi in grado di penetrare o attaccare le infrastrutture digitali rappresentano gravi pericoli per la sicurezza nazionale, i sistemi finanziari e i servizi essenziali. Parlando a un pubblico di dirigenti d'azienda, ha indicato geopolitica, tecnologie emergenti e cambiamento climatico come i tre maggiori rischi per le imprese, aggiungendo che i meccanismi globali per governare il rischio legato all'IA restano poco sviluppati.

Una corsa a due, con l'India in palio

Rudd ha descritto la competizione globale sull'IA come una partita soprattutto tra Stati Uniti e Cina. Secondo lui, Washington è in testa nel calcolo avanzato e nei modelli di frontiera, mentre Pechino gode di un vantaggio nella capacità energetica e nella diffusione dell'IA nella propria economia.

Ha indicato l'India come un Paese ben posizionato nell'economia emergente dell'IA, citando la sua forza lavoro tecnica qualificata e un mercato interno di 1,4 miliardi di consumatori. Questi punti di forza, ha suggerito, potrebbero attirare le aziende statunitensi di IA alla ricerca di usi commercialmente validi delle loro tecnologie.

Rudd ha respinto l'idea che una guerra tra Stati Uniti e Cina sia inevitabile, inquadrando la questione centrale nel poter gestire la rivalità attraverso la diplomazia e regole reciprocamente comprese. "La domanda è se la competizione strategica possa essere gestita o se resterà non gestita", ha dichiarato. Ha citato minerali critici, terre rare e i controlli statunitensi sulle esportazioni di tecnologie avanzate come temi chiave nei colloqui tra i due Paesi, sottolineando come la governance dell'IA stia diventando centrale nella diplomazia tra grandi potenze.

#Sicurezza dell'IA#Relazioni USA-Cina#Kevin Rudd#India#Governance dell'IA

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