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Lo studio IAB: finora l'IA non ha distrutto posti di lavoro in Germania

Uno studio tedesco dell'IAB rileva che, dal 2022, i lavoratori over 30 nelle professioni molto esposte all'IA hanno visto crescere l'occupazione più rapidamente, mentre per i giovani che entrano nel mercato emerge una lieve tendenza negativa, non ancora significativa.

Redazione AIHere· 2 min di lettura🇩🇪 Germania
Illustrazione piatta di lavoratori di diverse età accanto a grafici dell'occupazione in crescita e in calo.
Foto: Zepraba / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

L'intelligenza artificiale non ha finora innescato in Germania le ampie perdite di posti di lavoro temute da molti, secondo uno studio dell'Istituto per la ricerca sull'occupazione (IAB), il centro di ricerca dell'Agenzia federale per il lavoro. I risultati, pubblicati il 14 ottobre 2026, mostrano che dal 2022 l'occupazione nelle professioni che i ricercatori classificano come altamente esposte all'IA si è sviluppata in realtà in modo più favorevole rispetto a quelle meno esposte. Questo risultato, tuttavia, vale solo per i lavoratori di 30 anni e oltre.

Tra i 30-39enni, la crescita occupazionale nelle professioni esposte all'IA ha superato di quasi 6 punti percentuali quella dei lavori meno esposti, rileva lo IAB. Per i lavoratori tra i 40 e i 64 anni il divario è di circa 5 punti. La situazione si inverte leggermente per la fascia 20-29 anni: l'occupazione a tempo pieno nelle professioni fortemente esposte è calata di 1,2 punti percentuali in più rispetto a quelle meno esposte, anche se l'istituto sottolinea che il nesso non è ancora statisticamente significativo.

L'economia pesa più dell'IA

Lo IAB attribuisce le difficoltà del mercato per chi inizia a lavorare soprattutto alla debole economia tedesca. Il ricercatore dello IAB Oliver Schlenker ha affermato che la recente recessione economica è stata il principale fattore del calo dell'occupazione giovanile, mentre l'IA avrebbe complessivamente un ruolo minore. Le posizioni occupate dai giovani sono in genere particolarmente vulnerabili ai cicli economici, ha osservato l'istituto.

I ricercatori hanno tuttavia segnalato un possibile campanello d'allarme. Nel manifatturiero e nelle professioni che non richiedono tipicamente una laurea, una maggiore esposizione all'IA tra i 20-29enni coincide con andamenti occupazionali più deboli. Ma Melanie Arntz, vicedirettrice dello IAB, ha dichiarato: "Una maggiore esposizione all'IA non implica necessariamente un andamento occupazionale peggiore." Ha aggiunto che l'IA dovrebbe comunque restare sotto osservazione come fattore.

Anche altri dati vanno nella stessa direzione

La conclusione dello IAB corrisponde ad altre valutazioni sul mercato del lavoro tecnologico tedesco. L'associazione dell'industria digitale Bitkom ha segnalato un marcato calo delle posizioni vacanti per i professionisti IT, che attribuisce soprattutto alla lentezza dell'economia. Secondo Bitkom, non si registra alcuna perdita evidente di posti IT dovuta all'IA, e la maggior parte delle aziende non se ne aspetta una.

La piattaforma di ricerca di lavoro Indeed ha osservato un forte calo degli annunci per neoassunti nell'IT, così come in altre professioni della conoscenza e d'ufficio. Tuttavia, ha affermato che i dati disponibili non mostrano che sia stata l'IA a causare la flessione. Nel complesso, i risultati suggeriscono che il dibattito su IA e occupazione non può essere separato dalle condizioni economiche più ampie.

#IA e lavoro#Germania#mercato del lavoro#occupazione giovanile#IAB

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