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La bozza dell'AI Act dell'UE permette alle indagini di riavviare il termine sanzionatorio dell'AI Office

Una bozza della Commissione europea aperta a consultazione il 12 ottobre 2026 consentirebbe agli atti istruttori di far ripartire il periodo di prescrizione quinquennale dell'AI Office per le multe.

Redazione AIHere· 3 min di lettura🇪🇺 Unione Europea
Illustrazione di una clessidra accanto a documenti legali e motivi a circuito, a simboleggiare i termini per le sanzioni previsti dalle norme UE sull'IA.
Foto: EmDee / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Il 12 ottobre 2026 la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica su una bozza di regolamento di esecuzione che definisce le modalità con cui l'AI Office gestirà i procedimenti sanzionatori previsti dall'AI Act dell'UE. I contributi sono accettati fino al 9 novembre 2026. Il testo non è ancora stato adottato né approvato dalla Commissione.

La bozza riguarda esclusivamente le sanzioni rientranti nella competenza diretta dell'AI Office, non quelle irrogate dalle autorità nazionali. Ai sensi dell'articolo 75, paragrafo 1, come modificato dall'omnibus digitale sull'IA, tale competenza si articola in due ambiti: determinati sistemi basati su un modello di IA per finalità generali, quando il modello e il sistema provengono dallo stesso fornitore o dello stesso gruppo, e sistemi che fanno parte di piattaforme online di grandi dimensioni o di motori di ricerca designati ai sensi del Digital Services Act. Uno sviluppatore che addestra un modello e lo distribuisce come assistente per i consumatori si troverebbe quindi di fronte alla Commissione anziché a un regolatore nazionale.

Un periodo quinquennale che può ricominciare

L'articolo 75c dell'AI Act prevede già che il potere sanzionatorio dell'Ufficio si estingua cinque anni dopo la violazione, oppure dopo la sua cessazione se questa è continuata o reiterata. L'articolo 4 della bozza elenca gli atti che interromperebbero tale periodo: richieste di documenti o di chiarimenti, accesso per la valutazione di un sistema, ispezioni, inviti a un dialogo strutturato e l'avvio o la riapertura di procedimenti. Ogni interruzione farebbe scattare un nuovo periodo quinquennale.

Un limite massimo pari al doppio del periodo originario, cioè dieci anni, si applicherebbe qualora non sia stata irrogata alcuna multa o penalità di mora. Le sospensioni seguono invece un regime diverso: un ricorso alla Corte di giustizia dell'Unione europea, o l'attesa dell'autorizzazione giudiziaria per un'ispezione, potrebbero sospendere il termine, spingendo il totale oltre i dieci anni. Un fornitore che abbia già interrotto una pratica contestata potrebbe quindi essere nuovamente esposto a un singolo atto istruttorio. L'esecuzione delle sanzioni definitive seguirebbe un proprio e separato termine quinquennale.

L'impostazione ricalca da vicino l'articolo 25 del regolamento procedurale antitrust dell'UE. Tuttavia, la bozza fa riferimento a un "paragrafo 6" inesistente nell'estendere il limite durante le sospensioni, un'incongruenza che dovrà essere corretta prima che il testo possa considerarsi definitivo.

Fascicoli riservati accessibili solo ai consulenti esterni

La seconda parte della bozza illustra nel dettaglio i diritti di difesa. Una volta notificate le constatazioni preliminari, un'impresa potrebbe chiedere i documenti citati, con le informazioni aziendali riservate omesse. Un accesso più ampio, comprensivo del materiale riservato, potrebbe essere concesso a un numero limitato di avvocati, economisti ed esperti tecnici esterni. Non potrebbero essere dipendenti dell'impresa e dovrebbero informare la Commissione qualora entrassero a far parte della stessa o di un concorrente sui medesimi mercati durante l'istruttoria o entro tre anni dalla sua conclusione. Gli ingegneri interni non otterrebbero tale accesso.

Se adottato, il regolamento entrerebbe in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Le osservazioni in consultazione potranno riguardare gli atti interruttivi, le norme sulla sospensione e le modalità di accesso al fascicolo.

#AI Act UE#Commissione europea#AI Office#regolamento#applicazione

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