Titoli dei chip in calo: bruciati 1.640 miliardi di dollari in sei giorni per i timori sulla spesa in AI
L'indice Philadelphia Semiconductor è sceso del 3,3% il 15 ottobre 2026, portando le perdite di valore di mercato dei produttori di chip statunitensi in sei giorni a 1.640 miliardi di dollari.

Giovedì 15 ottobre 2026 le vendite sui titoli dei semiconduttori statunitensi si sono intensificate, mentre gli investitori mettono in dubbio il ritorno dei massicci investimenti in infrastrutture per l'intelligenza artificiale. Quel giorno il Philadelphia Semiconductor Index (SOX) ha perso il 3,3%, portando il valore di mercato cancellato in sei sedute a 1.640 miliardi di dollari. Se il ribasso dovesse proseguire, le perdite delle aziende statunitensi di chip potrebbero avvicinarsi a 2.000 miliardi di dollari.
Dopo una forte corsa nella prima metà dell'anno, i titoli dei chip sono ora scesi di circa il 20% rispetto ai picchi di giugno. Il calo ha pesato su Wall Street in generale, in particolare sul Nasdaq, ricco di titoli tecnologici. Mercercoledì 14 ottobre sia l'S&P 500 sia il Nasdaq hanno registrato la peggiore seduta dal luglio scorso, per poi recuperare in parte giovedì.
Pesanti danni a Seul
I mercati asiatici hanno sofferto di più. Il Kospi sudcoreano, sede dei principali produttori di chip di memoria, ha perso il 7,6% giovedì. SK Hynix ha ceduto l'11% e Samsung Electronics il 9,5%, e le contrattazioni sono state temporaneamente sospese per l'entità del crollo.
I risultati aziendali, tuttavia, non indicano un crollo della domanda di AI. TSMC ha riportato un utile record nel terzo trimestre, superiore alle previsioni degli analisti, eppure il titolo ha comunque ceduto il 2%. Il produttore di macchinari per chip ASML aveva superato le attese già il giorno prima, ma nessuna delle due società è riuscita a fermare l'arretramento generalizzato del settore.
Tassi, rendimenti e concorrenza cinese
Un fattore chiave è stato il nuovo dato sull'inflazione statunitense, che ha riacceso la possibilità di un ulteriore rialzo dei tassi di interesse. Le probabilità implicite nei mercati di un rialzo della Federal Reserve a fine mese hanno brevemente toccato il 50%, per poi attenuarsi. Tassi più alti aumentano il costo del credito per le aziende che si indebitano pesantemente per costruire data center e sistemi di AI, alimentando i dubbi sul fatto che centinaia di miliardi di dollari di investimenti generino rendimenti adeguati.
Poiché i principali sviluppatori di AI, come Anthropic e OpenAI, sono società private, gli investitori guardano ai produttori di chip e ai fornitori di infrastrutture come indicatore della domanda di AI. Secondo quanto riportato dalla stampa, Anthropic ha comunicato agli investitori, in una presentazione legata alla preparazione di una quotazione in borsa, che i ricavi sono cresciuti del 45% nell'ultimo trimestre, fino a 17 miliardi di dollari. Un ritmo nettamente più lento rispetto al secondo trimestre, che alimenta la preoccupazione su quanto potrà durare la rapida crescita del settore.
La concorrenza cinese ha aggiunto inquietudine. Il produttore cinese di memorie CXMT ha dichiarato di aver fatto progressi nella tecnologia avanzata delle memorie, sollevando interrogativi sul futuro del mercato delle memorie ad alta larghezza di banda che alimenta gli acceleratori di AI. Nuova capacità produttiva e fornitori alternativi potrebbero erodere il potere di prezzo e i margini dei player consolidati.
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