L'economia cinese cresce del 4,5% nel terzo trimestre grazie al boom dell'IA e alle esportazioni
L'economia cinese è cresciuta del 4,5% nel terzo trimestre del 2026, risalendo dal minimo triennale grazie alla forte domanda globale di chip per i data center dell'intelligenza artificiale, che ha sostenuto le esportazioni.

Secondo i dati diffusi il 19 ottobre 2026, l'economia cinese è cresciuta del 4,5% nei tre mesi conclusi a fine settembre. Il risultato segna una ripresa rispetto al 4,3% del trimestre precedente, che era stato il ritmo più debole degli ultimi tre anni. A trainare gran parte del miglioramento sono state le esportazioni, sostenute dal boom mondiale degli investimenti nell'intelligenza artificiale.
La crescita resta comunque inferiore al 5% registrato tra gennaio e marzo. Il dato più recente si colloca al limite inferiore dell'obiettivo annuale di Pechino, compreso tra il 4,5% e il 5%, una posizione che, secondo gli analisti, lascia alle autorità un certo margine per affrontare i problemi strutturali più profondi dell'economia del Paese.
Chip per i data center dell'IA
Negli ultimi trimestri la tecnologia è diventata uno dei principali motori della crescita cinese. La domanda mondiale di chip per computer e di altri componenti utilizzati per costruire i data center dell'IA ha alleggerito la pressione su Pechino e attutito l'impatto della debole domanda interna.
Con l'aumento delle spedizioni all'estero, il surplus commerciale cinese si avvia a superare il record dello scorso anno, pari a 1,2 miliardi di dollari. Le aziende cinesi si sono rivolte ai mercati esteri perché una lunga crisi del settore immobiliare, la lenta crescita dei salari e l'elevata disoccupazione giovanile continuano a frenare i consumi delle famiglie.
A settembre Pechino ha annunciato un pacchetto di misure di sostegno per rilanciare l'economia, tra cui tassi di interesse più bassi per alcune imprese e sussidi per chi acquista una casa.
Tensioni commerciali e dubbi sull'IA
La ripresa trainata dalle esportazioni comporta dei rischi. Le economie occidentali, tra cui Stati Uniti e Unione Europea, si oppongono sempre più alla Cina, mentre i loro produttori faticano a competere con i grandi volumi di beni cinesi a basso costo. Crescono inoltre i dubbi sui miliardi di dollari riversati nelle infrastrutture per l'IA e sulla capacità delle aziende che sostengono questa spesa di generare gli ingenti profitti promessi.
I dati evidenziano quanto le sorti della seconda economia mondiale siano ormai legate allo sviluppo dell'IA. Un rallentamento degli investimenti nei data center potrebbe indebolire uno dei pochi segnali positivi del quadro economico cinese.
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