Apate.ai schiera agenti AI che si fingono vittime per raccogliere informazioni sulle truffe
La startup australiana Apate.ai usa migliaia di agenti AI travestiti da vittime per estrarre dai truffatori conti bancari, portafogli crypto e altri dati, destinati a banche e operatori telefonici.
Apate.ai, startup di Sydney nata nel 2024 da una ricerca della Macquarie University, gestisce migliaia di agenti AI che si fingono bersagli facili per i truffatori. L'azienda è finalista della Startup Battlefield 200 al TechCrunch Disrupt, che si tiene al Moscone West di San Francisco fino al 15 ottobre 2026.
Gli agenti rispondono alle chiamate sospette, replicano a SMS ed email sospetti, cliccano sui link di phishing e si uniscono a gruppi sui social media. Assumono età, generi e accenti diversi e conversano in più lingue, con un unico obiettivo: tenere i truffatori al telefono abbastanza a lungo da far emergere informazioni utili. Apate afferma che i suoi agenti hanno sottratto ai truffatori 17 anni di tempo in 2,5 milioni di conversazioni.
Anticipare la vittima
L'obiettivo è portare alla luce dettagli che di solito emergono solo quando qualcuno ha già perso denaro: conti bancari, indirizzi di portafogli crypto, numeri di telefono, siti web dannosi e i marchi usurpati. Queste informazioni vengono fornite a clienti come banche, operatori di telecomunicazioni, agenzie governative e aziende di servizi pubblici. I clienti ricevono anche un portale analitico e possono affidare agli agenti missioni specifiche, come ottenere un determinato numero di conto o un indirizzo di portafoglio.
Il co-fondatore e chief commercial officer Brad Joffe sostiene che la maggior parte del settore reagisce troppo tardi, mentre Apate segue un approccio diverso: "Andiamo direttamente dal truffatore e otteniamo le informazioni prima che qualcuno si faccia male". Ha spiegato che l'azienda combina modelli di frontiera con modelli di sua proprietà, addestrati sulle conversazioni degli agenti con i truffatori e su lavori accademici.
L'idea nasce da una vera telefonata truffa. Il fondatore e CEO Dali Kaafar, durante un picnic di famiglia, ha assecondato un truffatore per 44 minuti per divertire i figli, rendendosi poi conto che era tempo che il chiamante non aveva dedicato a una vera vittima. Ha quindi proseguito lo studio delle telefonate truffa alla Macquarie University, usando machine learning ed elaborazione del linguaggio naturale.
Clienti, risultati e finanziamenti
Tra i clienti figurano Commonwealth Bank of Australia e TPG Telecom. Secondo Joffe, TPG ha instradato quasi 590.000 chiamate verso gli agenti di Apate, Commonwealth ha registrato un calo del 76% delle perdite da truffa segnalate pubblicamente e una banca australiana, che non ha voluto essere nominata, ha interrotto 22 campagne di truffa grazie ai suoi agenti in uscita. L'azienda, che conta 20 dipendenti, ha raccolto un seed round da 8,15 milioni di dollari ad agosto 2026 da Lobby Capital, OIF Ventures, Investible, Concept Ventures e Baobab Ventures, portando i finanziamenti complessivi a poco meno di 10 milioni di dollari. Il piano prevede investimenti nel prodotto, l'apertura di un ufficio a Londra e l'espansione negli Stati Uniti.
La proposta arriva mentre l'AI rende le frodi più potenti. L'FBI ha registrato oltre 22.000 denunce per crimini legati all'AI nel 2025, associate a perdite per circa 893 milioni di dollari, di cui oltre 632 milioni derivanti da truffe sugli investimenti che, secondo l'agenzia, si basano su conversazioni guidate dall'AI e su voci e volti deepfake.
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